"Sono sempre stato convinto di questa idea: credo che l'imposizione fiscale vada riequilibrata riducendo la fiscalità diretta a favore delle imposte indirette, perché in questo modo si facilita la crescita".

Con queste parole il Ministro dell’Economia Tria ha riproposto il suo piano per la riforma fiscale all'Eurogruppo, ribadendo il suo orientamento nonostante sia Lega che M5S si siano sempre detti contrari all'aumento delle tasse.


Tria non ha mai nascosto quale fosse la sua idea di riforma fiscale, già due mesi prima di diventare ministro sosteneva che far scattare l’aumento dell’Iva previsto dalle clausole di salvaguardia con la prossima manovra, bilanciandolo con un abbassamento delle aliquote Irpef, rientranti nella cosiddetta flat tax, spiegando che è "una vecchia raccomandazione europea, poiché si tratta di studi fatti in UE e all'Ocse", aggiungendo che "L'imposizione indiretta grava su tutti i beni consumati, mentre quella diretta pesa sui salari, sul salario reale ed entra nei costi di produzione, soltanto all'interno del Paese".


Il ministro dell'Economia, in ogni caso, ha confermato che l'Italia è intenzionata a proseguire lungo la strada della stabilizzazione e della discesa del rapporto tra debito e pil anche nel 2020 e in sostanza ha chiarito che con la manovra di bilancio per l'anno prossimo il governo manterrà la parola data all'UE. Tria ha sottolineato che la stabilizzazione del debito non si fa solo per rispondere all'Europa ma perché "coincide con gli interessi italiani". "Lo sforzo grosso" è stato comunque fatto quest'anno, per sapere quanto servirà per il prossimo anno "Vedremo come andrà l'economia nel secondo semestre".


Fonte: ItaliaOggi