Per i soggetti a cui si applicano gli ISA (indici sintetici di affidabilità fiscale) sono stati rinviati i termini dei versamenti al 30 settembre.

L’emendamento, riformulato e approvato nella tarda serata di lunedì, ha come effetto che Iva, Ires e Irap con le relative rate andranno versate al 30 settembre e non al prossimo ed imminente primo luglio. L’espressione che indica la finestra temporale “scadono dal 30 giugno al 30 settembre” lascerebbe intendere, quindi, che la coperta del rinvio dei termini arrivi a coprire anche chi avrebbe scelto la rateizzazione dell’imposta, riscrivendo lo scadenziario delle rate a partire dal 30 settembre, ma in tre tempi anziché cinque per non sforare nel 2020.


Al decreto crescita, con l’emendamento riveduto e corretto da tre commercialisti esponenti del governo giallo verde, approvato dalla commissione finanze della camera, attende ora una gara contro il tempo per la conversione in Legge, si prospetta una doppia fiducia dalla camera e dal senato.


Dalla misura si ipotizza che risultino esclusi i soggetti a cui non si applicano gli ISA e coloro che hanno optato per il regime forfettario. Questi ultimi infatti, infatti, sebbene abbiano un codice di riferimento ISA nell’esercizio dell’opzione tra i punti previsti c’è anche l’esclusione dell’applicazione degli ISA con la conseguenza che i soggetti ISA dovranno provvedere al versamento delle imposte al primo luglio. 


Fonte: ItaliaOggi